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December 7th, 2010

Semplice... mente difficile!


Nonostante io abbia i ritmi di un bradipo in letargo, sono riuscita a recuperare a tempo di record la ricetta per partecipare al contest di cui vi avevo parlato nel messaggio precedente. Si tratta di un contest di cucina, una delle mie grandi passioni. Dovevo trovare la ricetta "che ci riesce meglio, che ci ricorda un momento particolare della nostra vita, che ci è stata tramandata da qualcuno veramente importante per noi, che reca piacere ai nostri cari ma è semplice come …” le cose che prepariamo tutti i giorni” , cioè “semplice....mente perfetta” per chi la pubblica e pertanto unica".
Purtroppo posso partecipare con una sola ricetta, anche se ne avrei da vendere di ricette del genere. A casa mia il cibo è un modo per esprimere amore, per dimostrare ospitalità e per coccolare chi ci è caro...
La ricetta che sto per proporvi mi è stata tramandata da una coppia di persone, mio nonno e mia zia, padre e figlia inseparabili che il destino mi ha portato via prima che riuscissero ad insegnarmi il segreto dei loro dolci perfetti. A salvare le loro ricette è stata mia madre, che ha sempre accompagnato ad ogni spiegazione il ricordo di come quei piatti rendevano felice tutta la famiglia; per ognuno di essi c'era un aneddoto, un insegnamento, un pezzettino dell'amore di mio nonno e dell'infinita bontà di mia zia.
Poi è arrivato il mio turno, mi hanno passato il testimone, e ho iniziato a coccolare i miei cari proprio come facevano loro.
Ma questa ricetta è importante anche per un altro motivo. Sei anni e mezzo fa mi sono innamorata di una persona meravigliosa, purtroppo affetta da celiachia. Mia suocera, ahimè, non è proprio bravissima in cucina e lui non ha mangiato altro che "dolci" della farmacia per anni. Finchè non mi ha conosciuta. :) Certo, è stato difficile. Ho dovuto studiare un po' di chimica, arrangiarmi con le farine del supermercato, provare, provare, provare e riprovare decine di volte, ma alla fine sono riuscita a trasformare tutte le ricette che avevo e a renderle senza glutine. Spesso, come per la ricetta che sto per proporvi, il risultato è stato addirittura migliore dell'originale! 
Mi sento particolarmente orgogliosa del mio lavoro, perchè mi sembra di aver unito il passato, la tradizione e il futuro che mi aspetta (che, indubbiamente, sarà senza glutine). Ho la sensazione di aver preso le mie origini ed averle modellate fino ad adattarle a una nuova vita, gettando un ponte tra i miei nonni e i futuri figli.
Arrivando al dunque (perdonatemi, sono logorroica!), la ricetta che voglio proporvi è quella degli struffoli senza glutine. Come tutte le pietanze senza glutine, bisogna fare un po' di attenzione durante la lavorazione. La ricetta è semplice (ora, per voi... per me è stata un duro lavoro!), ma l'uso di farine diverse dal solito può rendere un po' scettici durante la preparazione.
Gli ingredienti per una persona sono:
50 gr di farina di riso
70 gr di amido di mais
80 gr di fecola di patate
1 uovo
30 gr di zucchero
40 gr di strutto
un pizzico di sale
mezzo bicchierino di liquore Strega
Per ricoprirli ci vogliono
60 gr di miele grezzo
30 gr di zucchero
confettini colorati
frutta candita

La preparazione, come vi ho detto, è semplice. Basta sbattere l'uovo


Quest'anno ho preparato struffoli in abbondanza. Per due famiglie, ho moltiplicato la dose per cinque.

con lo zucchero,



aggiungere le farine setacciate, il pizzico di sale,


 
Ho pensato che fosse utile mostrare la proporzione tra uova e farine. Viste così fanno quasi impressione, sembra una quantità spropositata per sole 5 uova.

lo strutto


Notate che, nella foto, si vede bene la consistenza dell'impasto. Sono praticamente briciole.

e rendere l'impasto (che risulta un po' secco) lavorabile aggiungendo la Strega. A questo punto potrei passare direttamente alla cottura, ma siccome questa è una ricetta senza glutine ha bisogno di un paio di spiegazioni aggiuntive: la fecola e l'amido "scrocchiano" sotto le dita, mentre la farina di riso tende ad assorbire più liquido del dovuto; unite insieme, queste particolarità fanno sì che l'impasto ci sembri  strano, difficilmente modellabile o mai abbastanza morbido. In realtà posso garantirvi per esperienza che, anche se all'inizio sembra un disastro, basta avere un po' di pazienza per ottenere un risultato perfetto.
Dopo aver aggiunto circa mezzo bicchierino di liquore e aver lavorato l'impasto abbastanza da formare una palla piuttosto omogenea (la consistenza dev'essere simile a quella della pasta frolla),


Se, come ho fatto io, dovete moltiplicare le dosi, sarà più facile lavorare l'impasto un po' per volta. Questa è la foto dell'impasto prima di un'energica lavorazione...

prendetene una piccola porzione, lavoratelo un po' tra le mani e quando sarà diventato morbido e "vellutato" (io lo trovo piacevolissimo al tatto)


...e questo è lo stesso impasto dopo. Visto che differenza?

fatene un salsicciotto dello spessore di un dito



e tagliatelo a pezzi piccoli quanto mezza falange.



In realtà la grandezza degli struffoli, secondo la tradizione, non è questa, ma con questo tipo di impasto vengono particolarmente buoni se sono più piccoli. A questo punto devono essere fritti un po' per volta, finchè non diventano dorati.



Attenzione! Gli struffoli fanno molta schiuma durante la cottura, quindi se ne devono mettere davvero pochi in padella; inoltre si cuociono in pochissimo tempo, quindi hanno bisogno di sorveglianza costante.
Una volta pronti bisogna passarli nel miele. Di solito basta sciogliere il miele e lo zucchero fino a farli diventare liquidi



 e poi immergerci gli struffoli, ma siccome quelli senza glutine sono più friabili, ecco un altro trucco per ottenere un risultato perfetto senza il minimo sforzo: prendete una padella molto larga, in modo tale che la porzione di struffoli possa creare un unico strato e non sia necessario rigirarli troppo.



Una volta ricoperti completamente col miele caldo, si versano direttamente sul vassoio e si forma una ciambella. Prima che il miele si raffreddi si decora il tutto coi confetti colorati - miele ancora caldo: altro trucco per non ritrovarsi tutti i confettini sul vassoio dopo 10 min. Accertatevi, se li state preparando per un celiaco, che i confettini non contengano glutine. Infine tagliate la frutta candita e finite di decorare.
So che, detta così, tanto semplice non sembra. In realtà la difficoltà non è nella preparazione, ma nella fede cieca che bisogna avere in chi ci propone la ricetta. Abituati alla gommosità data dal glutine, vi sembrerà davvero strano lavorare questo impasto che cambia facilmente consistenza, che non si attacca alle mani, che sembra un po' pallido e non convince mai del tutto. Ma immaginate la gioia delle persone (in particolare dei bambini) che sono state costrette per anni a mangiare gli struffoli venduti in farmacia, che hanno lo stesso colore, lo stesso sapore e la stessa consistenza dei ciottoli di fiume, quando vedranno e assaggeranno questa meraviglia! 


 
Ok, forse questi non sono proprio una meraviglia, ma al mio ragazzo non piacciono nè i confettini nè la frutta candita... che posso farci?

EDIT: ho aggiunto le foto di tutte (e per tutte intendo proprio tutte) le fasi della preparazione. Mi sembra una buona idea aggiornare anche le foto del risultato. Quest'anno ne ho fatti davvero tanti e li ho divisi in tre vassoi: per il mio amore



per la famiglia del mio amore



e per la mia famiglia.